Il Casetta
origine
Conosciuto anche con il nome di Lambrusco a Foglia Tonda, questa cultivar è presente da moltissimo tempo
nella parte meridionale della Vallagarina. Il nome Casetta sembra derivi dal soprannome di una famiglia del co-
mune di Marani, per questo il vitigno è anche conosciuto col sinonimo di Maranela. Rispetto all’Enantio a cui è
stato nel passato associato, il Casetta presenta differenze sostanziali suffragate da analisi ad hoc e infatti è iscritto
nel registro nazionale delle varietà di vite con atto esposto nella Gazzetta Uffciale del 16 luglio 2002.
caratteristiche ampelografche
• apice del germoglio: a portamento semieretto, forma dell’estremità aperta, di colore verde e priva di peli
striscianti;
• germoglio: con internodi verdi, le gemme presentano una leggera pigmentazione antocianica;
• foglia: media, pentagonale, quinquelobata, di colore verde medio senza collosità sulla pagina superiore;
seno peziolare aperto a U, quelli laterali aperti;
• grappolo: di dimensioni medie, conico, alato e spargolo;
• acino: medio, ellittico con buccia media-sottile, colore dell’epidermide blu-nero, sapore neutro.
caratteristiche fenologiche e produttive
La fenologia presenta un’epoca di germogliamento precoce, una precocissima foritura e medie sono l’inva-
iatura e la maturazione. Manifesta una buona vigoria, un basso peso medio del grappolo (120-160 g) e una
fertilità di 2 grappoli per germoglio. Si giova di terreni ben drenati, in posizioni collinari ben esposte e ventilate.
Presenta buona tolleranza alla peronospora e all’oidio, mentre appare più sensibile alla botrite. Il vino prodotto
presenta colore rosso rubino intenso, di buon corpo e tannicità, ricco in acidità e alcol; si giova di un opportuno
invecchiamento quando le note più verdi e fruttate vengono sostituite da aromi speziati e complessi. Il tenore
acidico rimane buono anche quando gli andamenti stagionali e le tecniche di gestione tendono a diminuirne la
produzione. Presenta un quadro fenolico ricco ed equilibrato.
selezione clonale
Attualmente non sono disponibili cloni già omologati per questo vitigno. Tuttavia, oltre al mantenimento dei
vecchissimi vigneti allevati a pergola, nel corso degli anni ‘90 si è attuata, soprattutto dall’azienda di Albino
Armani a Dolcè, un’attenta e pluriennale selezione massale, col recupero di numerosi biotipi che ora stanno
fornendo risultati produttivi molto interessanti nei moderni vigneti allevati a spalliera e posizionati nelle aree
più vocate della Valdadige.